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Motori di Ricerca e Web Marketing Forum

Il forum sui motori di ricerca e sul web marketing.

#1 2007-03-02 11:07:09

filpel
Nuovo Utente

e-commerce

vi mostro un piccolo articolo molto interessante trattao dal sito www.nebc.it

LE AZIENDE B2B

Con internet le stesse aziende evolvono e si adattano alle nuove tecnologie. I merchant, a seconda della penetrazione di internet nel loro business, si suddividono in:

-    I pure player: sono quei venditori che utilizzano come unico canale di vendita la rete: il negozio fisico in cui entrare, osservare, testare ed acquistare i prodotti non esiste più.
L'operazione d'acquisto viene effettuata online in tutte le sue parti dalla scelta del prodotto al pagamento attraverso carta di credito.
In Italia questo modo di fare commercio è in forte crescita in quanto, rispetto agli operatori multicanale, i pure player hanno dei costi di gestione e di magazzino pressochè nulli.
Anche gli acquirenti apprezzano sempre di più questo modo di fare impresa, poiché gli acquisti si svolgono comodamente da casa, risparmiando tempo e denaro.
Solitamente i pure player vendono prodotti nuovi, difficilmente reperibili oppure standardizzati, è fondamentale quindi essere innovativi e cercare di emergere dalla concorrenza.
-    I brick and mortar è, invece, la modalità con cui i commercianti in possesso di negozi tradizionali si appoggiano ad internet solo per promuovere i propri beni o servizi ed informare i clienti. L'atto di compravendita in questo caso avviene nel modo classico: entro in un negozio, osservo, provo il prodotto e se l'esperienza mi soddisfa acquisto.
Il sito viene concepito come una vetrina per invogliare i clienti a raggiungere il punto vendita e per migliorare il servizio di pre e post vendita. I brick & mortar ottengono molti contatti commerciali grazie alla rete ma questi non sempre si trasformano in guadagno poiché, non avendo altri canali oltre al negozio fisico, i potenziali clienti spesso non hanno modo di raggiungere la loro struttura fisica.
-    Il brick and click, infine, si caratterizza per la vendita multicanale: online e tramite il tradizionale punto vendita. Osservando l'ascesa dell'e-commerce, molti negozianti hanno deciso di proporre i propri prodotti attraverso la rete con l'obiettivo di incrementare la loro copertura sul territorio.
Aprire un nuovo negozio nella maggioranza dei casi non è conveniente per un privato e spesso non lo è neanche per le catene in franchising, per questo internet rappresenta un buon canale alternativo per le vendite: con bassi costi di apertura e di gestione è possibile raggiungere una copertura mondiale.
Di frequente i brick and click hanno già un'immagine di marca e fondono la tradizionale esperienza commerciale con l'innovazione del servizio di vendita online per i propri clienti.

Secondo i dati provenienti da un'indagine condotta dall'Osservatorio permanente sul B2C di Netcomm e School of Management del politecnico di Milano nel giugno 2006, i pure player hanno chiuso il 2006 con oltre il 52% del mercato on-line, superando per la prima volta le compagnie che lavorano su più canali (operatori multicanale), grazie agli ottimi risultati di eBay, le principali agenzie di viaggio online (eDreams, Expedia e lastminute.com), i portali di hotel (Venere) e alcuni dei leader dei principali comparti, come Yoox ed Ibs.it.
Tra i multicanale perde sensibilmente quota la categoria degli operatori a distanza, a causa della crescita blanda delle assicurazioni e dei risultati non ancora entusiasmanti delle low cost italiane, che hanno sofferto non poco delle vicende di Volareweb. Mantengono pressoché invariato il loro peso gli operatori compositi, grazie prevalentemente ad una crescita in linea con quella del mercato (ed in alcuni casi anche superiore) di tutte le principali compagnie di trasporto tradizionali (sia aeree che ferroviarie).
Infine prosegue il trend negativo degli operatori che coniugano il canale online con il canale dei punti di vendita fisici (store-based), che non avrà mutazioni di rotta fin tanto che i principali operatori della distribuzione rimarranno alla finestra.

http://www.nebc.it

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#2 2007-03-02 11:08:27

filpel
Nuovo Utente

Re: e-commerce

L’E-commerce e il Business-To-Business

L’e-commerce è una fantastica opportunità per le imprese di raggiungere clienti ovunque arrivi Internet. Di contro, però, c’è lo svantaggio che anche i concorrenti raggiungono i clienti, e questo ovunque essi si trovino. Diventa così importante superare i concorrenti e cercare di essere scelti per primi dai clienti.

La situazione del B2B non è migliore rispetto al B2C. Eurostat, l’Istituto statistico dell’Unione Europea, rileva che solo:
-    il 54% delle imprese italiane dispone di un proprio sito internet contro il 62% della media europea.
-    Il 19% contro il 36% della media UE acquista merci via internet
-    e, infine, il 3% vende prodotti (nella UE sono l’11%)

Più incoraggiante è il dato relativo alle connessioni ad internet che vede le nostre imprese al quinto posto in classifica a pari merito della Grecia con il 92% delle connessioni e a poca distanza dalla Finlandia (98%) che guida la classifica, Danimarca (97%), Austria (95%) e Germania (94%). Se si considerano, invece, i collegamenti a banda larga la situazione peggiore consistentemente: trai primi dieci paesi l’Italia è nona (57%) seguita dalla sola Grecia (44%).

Paese    In rete    Banda Larga
Austria    95    61
Danimarca    97    82
Finlandia    98    81
Germania    94    62
Grecia    92    44
Italia    92    57
Olanda    91    71
Regno Unito    90    65
Spagna    90    76
Svezia    96    83

Come per l’e-commerce B2C, l’e-commerce B2B presenta una forte concentrazione di imprese e settori: l’industri automobilistica per 27 miliardi di euro, la farmaceutica per 13 miliardi di euro, l’industria alimentare e il turismo per 8 e infine l’industria informatica per 5,5.

Fin dagli esordi di Internet il B2B ha accolto con entusiasmo l’e-business, inteso come insieme delle opportunità on-line. Lo sviluppo in primis di questo settore, seguito solo successivamente da quello del business-to-consumer, è giustificato dal fatto che permette maggiore fluidità di comunicazione tra l’azienda e i suoi partners, consentendo ad esempio la compilazione di form direttamente on-line, e permettendo un risparmio generale di tempo. Inoltre, usando il Web come luogo di condivisione di documenti, permette di eliminare costi inutili in supporti e spedizioni.
È bene sottolineare che l’impresa che decide di fare business sul web ha bisogno di strumenti on-line pratici e veloci:
-    l’accesso alle informazioni presenti deve essere agevole e veloce: ogni pagina presente deve essere facilmente accessibile
-    la rete stessa deve costituire un’occasione reale di stabilire solide relazioni con i propri fornitori, consentendo a questi ultimi di monitorare il grado di soddisfazione dei clienti nei confronti dei prodotti forniti;
-    sfruttare la rete per instaurare un dialogo interattivo con il prospect ed offrirgli un’informazione personalizzata;
-    offrire un’assistenza post-vendita efficiente: trasformare manuali in help on-line, incrementare l’offerta di tele-assistenza attraverso conferenze a distanza
Le imprese hanno quindi a disposizione un utile strumento non solo per la conclusione di una trattativa di vendita, ancora difficile in caso di prodotti complessi, ma anche per l’espletamento di tutta quella pre-vendita che certi prodotti industriali richiedono. Infatti, in questo modo è possibile presentare l’azienda e i prodotti, rispondere a tutte le possibili domande, attivare la negoziazione, giungere quindi alla conclusione della stessa. Tutto, o quasi, quello che veniva fatto con incontri e colloqui, ora avviene in rete in tempo reale.

http://www.nebc.it

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#3 2007-03-02 11:10:06

filpel
Nuovo Utente

Re: e-commerce

L’e-commerce nel Business-to-Consumer

Il commercio elettronico, consiste nella compravendita e nella fornitura di prodotti o servizi attraverso internet con pagamenti elettronico e un sistema di consegna a domicilio o digitale. In sostanza tutte le fasi di acquisizione delle informazioni, selezione, scelta, ordine, pagamento dei prodotti, validazione, evasione dell’ordine e gestione delle fasi post-vendita sono effettuate con modalità elettroniche.
    
L’e-commerce si divide in due settori principali:
-    Il business to consumer (B2C), riguarda l’insieme delle vendite dei beni e servizi tra le imprese e consumatori finali
-    Il business to business (B2B), relative alle transazioni  effettuate da un’impresa nei confronti di altre organizzazioni (siano esse partner commerciali, fornitori, clienti o istituzioni)
-   
IL B2C
Nonostante il mercato italiano sia in rapido sviluppo, la situazione fotografata dal Sesto Rapporto Censis – Ucsi sulla comunicazione in Italia nel 2006, pone il nostro paese in una situazione arretrata rispetto alla media dei paesi europei: solo il 38%, infatti, degli italiani utilizza internet (circa 19 milioni di italiani) contro il 60-65% di Francia, Inghilterra e Spagna, e di questi solo una netta minoranza, il 18% pari a circa 3 milioni acquista abitualmente su internet. Le ragioni di questa arretratezza sono molteplici: l’ancora diffuso analfabetismo informatico degli italiani, l’utilizzo di internet principalmente per news ed intrattenimento, la diffidenza degli italiani nei confronti dei prodotti acquistati a distanza, i sistemi di pagamento non ancora ritenuti sufficientemente sicuri.
Eppure anche in Italia la situazione sta evolvendo: recenti statistiche diffuse da una ricerca su oltre 50 dei principali operatori e-commerce condotta da NETCOMM – Consorzio del commercio elettronico – e dalla School of Management del Politecnico di Milano, emerge che tra novembre e dicembre 2006 l’e-commerce ha fatturato 877 milioni di Euro, con una crescita del 44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una stagionalità che fa crescere le vendite rispetto alla media annuale di oltre il 20%. Un segnale certamente positivo, ma ancora lontano da poter esser considerato uno stile di consumo consolidato e diffuso tra tutte le fasce della popolazione: i nuovi internauti, infatti, sono prevalentemente giovani e il boom degli acquisti ha riguardato principalmente i siti di aste e il download a pagamento di musica.
Nel 2006 il mercato dell’e-commerce ha raggiunto i soli 4 miliardi di Euro pari all’1% del valore dei beni e servizi acquistati dai consumatori finali, un valore assai poco significativo e soprattutto concentrato tra pochi operatori e ancora minori, numericamente, settori merceologici. Nel 2007 si prevede un tasso di crescita intorno al 40% e un fatturato di circa 5,7 miliardi di Euro mentre si arriverà nel 2011 ai 14 miliardi di Euro, pari al 6% dell’intero ammontare europeo (Forrest Research). Tuttavia oggi siamo ancora lontani dalla media americana del 10% ed europea del 6%, ma i ritmi di crescita stanno dimostrando che il commercio elettronico sta diventando sempre più un canale di acquisto integrativo  e abituale anche nel nostro paese.
Sempre secondo l’ultimo rapporto sul Commercio Elettronico della School of Management del Politecnico di Milano e dell’ANEE, i primi 20 operatori rappresentano, più del 70% del mercato e a fare la parte del leone sono pochi settori merceologici: il turismo, con il 43% per un giro d’affari di 1,1 miliardi di euro, le assicurazioni, in particolare la vendita di RC auto da parte di compagnie dirette con una quota del 12%, in calo dal 20% del 2002, l’informatica ed elettronica che si attestano sull’11% con oltre 300 milioni di euro di fatturato ma che sono in costante e significativa crescita da diversi anni. Quanto agli altri settori, abbigliamento, editoria, musica ed audiovisivi, occupano, ciascuno, il 3% del mercato, il settore Grocery il 2% mentre la restante quota del 26% è ripartita tra tutti gli altri comparti.

http://www.nebc.it

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#4 2007-03-02 11:30:55

Amministratore
Administrator

Re: e-commerce

Ti ringraziamo per aver portato questo articolo che devo dire è davvero molto interessante.

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